Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, sulle tematiche del biodiritto.

Questa sezione raccoglie decisioni rese da diverse giurisdizioni, nazionali, europee e internazionali, sulle tematiche del biodiritto.
La Appeals Court in Washington DC ha stabilito che l’NIH (National Institutes of Health) è legittimato a finanziare progetti di ricerca basati su cellule staminali embrionali umane. La sentenza di appello conferma la decisione di una corte inferiore che, nel 2011, aveva dichiarato legittimo il finanziamento di tali ricerche, nonostante l’esistenza di una legge federale del 1996 che vieta il finanziamento di progetti che comportino la distruzione di embrioni.
La High Court di Inghilterra e Galles ha rigettato il ricorso di Tony Nicklinson e di un altro uomo (Martin), che chiedevano alla Corte di non perseguire il medico che si era reso disponibile ad iniettare una dose letale di antidolorifici al fine di porre termine alla loro esistenza.
Il giudice Leanne Clare della Children's Court del Queensland (Brisbane, Australia), in un caso di maternità surrogata, ha fornito una definizione di concepimento, in base alla quale questo avrebbe inizio non a partire dalla fecondazione dell'ovulo ma dal momento iniziale della gravidanza, la quale a sua volta richiede un "active process within a woman’s body".
La Family Division della High Court dell'Inghilterra e del Galles ha stabilito che è possibile sospendere la ventilazione meccanica di un bambino colpito da gravissime lesioni cerebrali, nonostante l'opinione contraria, dettata da ragioni di carattere religioso, espressa dai genitori e nonostante ciò ne causi inevitabilmente la morte.
Secondo la Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo la decisione dei giudici tedeschi di dichiarare inammissibile il ricorso presentato da un marito avverso il provvedimento dell’Istituto federale per i farmaci e i dispositivi medici (Bundesinstitut für Arzneimittel und Medizinprodukte) che negava l’autorizzazione ad ottenere 15 grammi di pentobarbiturici – dose letale che avrebbe permesso alla moglie, affetta da quadriplegia, di togliersi la vita – integra una violazione dell’art. 8 della Convenzione.
La Corte costituzionale, dopo aver dichiarato l'inammissibilità e la non fondatezza di alcune delle questioni prospettate dalle Regioni ricorrenti (Veneto e Friuli Venezia Giulia), accoglie parzialmente uno dei motivi del ricorso, basato sulla violazione dell'art. 117, co. 6, Cost.
Oggetto del giudizio sono le disposizioni con cui l'art. 17, c. 1°, lett. d) e 6°, del D.L. n. 98/2011, convertito con modificazioni nella l. n. 111/2011, con cui venivano reintrodotti i ticket di 10 € per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale e di 25 € per le prestazioni erogate in regime di pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero, che – a parere delle ricorrenti – violano gli artt. 117, 119, 3, 32, 97 e 118 Cost., nonché l'art. 48 dello Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia.
Con decisione adottata 5 voti a 4 la Supreme Court statunitense ha fatto salvo il Patient Protection Affordable Care Act (PPACA), il testo cardine della riforma sanitaria varata dall'amministrazione Obama. La questione di costituzionalità era incentrata in primis sulla previsione relativa al c.d. individual mandate, in base al quale tutti i cittadini dovranno (shall), entro il 2014, ottenere una polizza assicurativa che garantisca una copertura essenziale minima. Nel caso in cui tale dovere non dovesse essere adempiuto interverrà l'obbligo di corrispondere al governo federale uno “shared responsibility payment”, una sorta di tassa individuale penale.
Pubblicata l'ordinanza n. 196 del 2012 della Corte costituzionale, con cui la Corte ha dichiarato la manifesta inammissibilità per irrilevanza della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza), nella parte in cui prevede la facoltà della donna, in presenza delle condizioni ivi stabilite, di procedere volontariamente alla interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni dal concepimento, sollevata, in riferimento agli articoli 2, 32, primo comma, 11 e 117 della Costituzione, dal Giudice tutelare del Tribunale ordinario di Spoleto.
Il giudice a quo aveva basato la questione sulla definizione di embrione proposta dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella sentenza Brüstle.
Il 15 giugno 2012 la Corte Suprema dello Stato della British Columbia (Canada) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale degli artt. 14, 21, 22, 222 e 241 del codice penale che puniscono il suicidio medicalmente assistito, per violazione del principio di piena eguaglianza nei confronti delle persone con disabilità fisiche (art. 15 della Carta canadese dei diritti e delle libertà) e per violazione dei diritti fondamentali alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona (art. 7 della medesima Carta).
La sentenza è stata rovesciata dalla Court of Appeal nell'ottobre 2013.
Nell'ottobre 2014 la Corte Suprema del Canada ha concluso per l'incostituzionalità del divieto di assistenza al suicidio per malati in condizioni di insopportabile sofferenza psichica o fisica.
La Corte costituzionale ha restituito gli atti ai giudici che avevano sollevato questione di legittimità costituzionale in relazione al divieto di fecondazione eterologa contenuto nella legge 40/2004.